Lutto in famiglia

Insieme dopo il lutto

La presenza di un lutto in famiglia è certamente uno dei momenti più difficili e dolorosi che il ” sistema ” si trova a dover affrontare.

La famiglia assume un ruolo fondamentale in ogni fase di transizione che l’individuo affronta nella sua vita, ed è una grande risorsa che la persona possiede nel vivere le molteplici difficoltà che si presentano, in particolare in situazioni dolorose come la perdita di una persona cara. Questa rappresenta un momento di estrema sofferenza per tutto il nucleo familiare.

Il dolore, lo shock e l’incredulità che accompagnano spesso il tragico evento – in particolare nei casi di morte improvvisa e violenta – comportano necessariamente dei cambiamenti dell’assetto familiare.

Perdere un membro della propria famiglia può implicare, per chi resta, l’affrontare un periodo di instabilità, vulnerabilità e difficoltà caratterizzate da vissuti di sofferenza, solitudine e disperazione.

 

 

 
Quando avviene un lutto in famiglia ogni membro vivrà il proprio dolore in modo diverso: ci sarà chi riesce a trovare conforto nel condividere il dolore più intimo con i propri cari, e chi invece decide di vivere in solitudine la propria sofferenza, nella convinzione che nessuno potrà mai capirla a pieno.
 

 

 

Ai diversi componenti della famiglia spetterà il difficile compito di comprendere l’accaduto, di renderlo più sopportabile e accettabile a livello emotivo, e di acquisire un nuovo equilibrio in assenza del proprio caro. Per una famiglia il processo di ricostruzione è essenziale per l’elaborazione della perdita (Neimeyer, 2001).

 

Ci sono anche modalità che sono poco efficaci, con cui le famiglie cercano di fronteggiare (in modo più o meno consapevole) l’evento luttuoso; gli studiosi Bowlby e West (1983) ne individuarono sei diverse:

 

 

  • idealizzazione della persona scomparsa o identificazione con questa per non lasciarla andare;
  • un forte invischiamento tra i membri della famiglia tale da non permettere loro di vivere individualmente il dolore della perdita;
  • costruire una sorta di “segreto familiare” riguardante il lutto. Ciò avviene soprattutto quando si pensa che la tipologia di morte possa in qualche modo disonorare la famiglia (es. nei casi di morte per suicidio);
  • inversione di ruoli e “parentificazione”. Questo accade quando, ad esempio, i figli, in seguito alla perdita di un genitore, arrivano a ricoprire un ruolo cardine, cercando di esser d’aiuto al nucleo familiare, mentre il genitore, sovrastato dal dolore, assume il ruolo di “accudito”;
  • riattivazione di lutti irrisolti in precedenza;
  • rigidità nell’osservazione di rituali religiosi che limita lo svolgimento delle attività quotidiane.
     

 

Ogni famiglia, naturalmente, vivrà la perdita in modo differente: ci saranno famiglie che a causa dell’evento luttuoso faticheranno a trovare un nuovo equilibrio e una nuova progettualità; altre che invece metteranno in atto un atteggiamento di condivisione e collaborazione nella gestione e nel superamento di successive fasi di vita.

 

Per una buona gestione ed elaborazione del lutto potrebbero rivelarsi fattori essenziali una comunicazione e una condivisione chiara, sincera e libera del proprio dolore. Il sentirsi supportati da persone che affrontano le stesse emozioni negative offre alla persona non solo la sensazione di poter essere più capita per ciò che sta provando, ma anche l’opportunità di vedere l’ambiente familiare come ancora efficiente e funzionale, nonostante le difficoltà che la perdita subita comporta.

 

È importante, quindi, sottolineare l’aspetto di condivisione del dolore tra i membri della famiglia in lutto, poiché spesso ci si scontra con l’idea che non ricordare o non parlare di ciò che è accaduto porti, con il tempo, a dimenticare; si arriva a credere che tenere la sofferenza per sé possa contribuire a diminuire il dolore degli altri o quanto meno non incrementi quello già presente. Questo tipo di comportamento si può ritrovare, per esempio, in alcuni figli che perdono un genitore: cercano di celare o minimizzare  il loro dolore e la loro tristezza per un senso di protezione nei confronti del genitore rimasto, andando incontro, a volte, ad  una sofferenza ancora più grande.

L’atteggiamento di evitamento e/o di negazione del dolore rischia di condurre il sistema familiare verso una fase di stagnazione e di non elaborazione e mancata accettazione della perdita, che può non consentire alla famiglia di affrontare il dolore e superarlo.

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