Lutto per suicidio

Lutto per suicidio

Se avete subito un lutto per suicidio di una persona cara  o se avete amici o parenti che stanno vivendo questo tipo di perdita….. Noi ci auguriamo che queste semplici righe possano aiutarvi a capire come far fronte a questo difficile momento.

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Quanto comune e` il Suicidio?

Approssimativamente una persona su quattro conosce qualcuno che si è suicidato.

La persona deceduta si lascia alle spalle una rete di familiari e amici intimi che si trovano ad affrontare un tumulto di sentimenti che sono gli stessi che tu stai probabilmente cercando di affrontare in questo momento.
Quali sono i sentimenti più comuni in un lutto per suicidio: Shock, Negazione, Dolore, Rabbia, Vergogna, Disperazione, Depressione, Rifiuto, Abbandono Tristezza, Torpore, Incredulità, Stress, Colpa, Solitudine, Ansietà.

E` mia la colpa? Potrei aver fatto qualcosa per impedire che la tragedia avvenisse?

No, non è tua la colpa. Dopo un lutto per suicidio, i familiari e gli amici spesso ripercorrono le circostanze e gli eventi accaduti prima del suicidio e incolpano se stessi per le cose che pensano avrebbero dovuto (o non dovuto) fare e dire. “Se solo lo avessi convinto a chiedere aiuto!” o “Se solo non avessi detto che volevo una separazione …”.
Anche se il suicidio è una decisione individuale, sentirsi in colpa o responsabili per quanto accaduto è una reazione molto comune e normale per i sopravvissuti (parenti o amici che hanno subito la perdita).
Forse può aiutare sapere che i cambiamenti dei comportamenti  e di umore che portano a pensare di togliersi la vita possono essere molto graduali,  ed e’ molto difficile individuare  quando una persona arriva al  punto di rottura, anche i medici professionisti trovano difficile sapere quando una persona e` particolarmente a rischio.
I gruppi di supporto e di auto-aiuto potrebbero rappresentare un aiuto importante nel contribuire ad alleviare il senso di colpa.

Ci sono fasi diverse nel lutto per suicidio?

Ci sono comunemente tre fasi che la maggior parte delle persone sperimenta. Tuttavia, non sempre le persone attraversano questi periodi nell’ ordine qui descritto. Alcune persone possono ritrovarsi a ripercorrerle  avanti e indietro, e anche la loro  durata può variare.

 

Fase I – Torpore o Shock Inizialmente, le persone sembrano inserire una sorta di “pilota automatico”: rispondono alle sollecitazioni e richieste “perché bisogna”; possono provare rabbia, confusione o anche sollievo, a seconda delle circostanze. Questi sentimenti sono normali. Molte persone in questa fase cercheranno di tenere una distanza emotiva dagli altri per proteggersi e per evitare di discutere le circostanze della morte.

Fase II – Disorganizzazione Questa e` una fase in cui ci si sente soli, depressi e disperati. Si possono avere problemi di insonnia o di alimentazione. Alcune persone possono provare pena per se stesse e a volte possono soffrire di vere e proprie allucinazioni. Le persone spesso si tormentano pensando a quello che avrebbero dovuto fare per evitare che tragedia accadesse, A questo punto potrebbe anche essere necessario l’aiuto di uno specialista.

Fase III – Riorganizzazione Si comincia a scoprire che ci sono momenti nella giornata in cui non si pensa alla perdita subita. I sentimenti di dolore non saranno più così intensi e si potrà ricominciare a concentrarsi sulle attività della vita quotidiana. A questo punto la maggior parte delle persone ha bisogno di una buona dose di incoraggiamento per reinserirsi nella vita attiva.  Forse non si riuscirà ad accettare l’idea della morte, ma si riuscirà a superare il dolore.

 Rabbia e Sollievo sono reazioni normali?

Tutti i tipi di perdita sono dolorosi; tuttavia, quando si vive un lutto per suicidio, le reazioni possono essere ancora più pesanti.

La prevedibilità degli stati d’animo diventa più complessa. La lunghezza del tempo necessario ad attraversare i vari stadi del dolore può cambiare anche in ragione delle diverse circostanze.
Sentimenti di rabbia, confusione e sollievo sono naturali, l’eventuale negazione no. Non si dovrebbe cercare di reprimere la sofferenza, ne illudersi di poter vivere come al solito.

Se il defunto era stato a lungo depresso e o aveva già tentato il suicidio, non c’è nulla di sbagliato nel sentirsi sollevato dal fatto che il peso di quella situazione se ne sia andato. Oppure ci si può sentire molto arrabbiati perché la persona scomparsa vi ha dato un altro fardello da portare.
Se non si elaborano questi sentimenti, essi diventeranno un impedimento al processo del lutto. Non progredire, non andare avanti è pericoloso; può anche causare malattie mentali e fisiche e può distruggere famiglie e amicizie. Questo può impedirvi di accettare il suicidio e di venire a patti con la nuova situazione creatasi.
È necessario affrontare i propri sentimenti prima di poterli capire.

In che modo il lutto per suicidio ha ripercussioni sull’ intera famiglia?

È importante capire (e accettare) che non tutti i membri della famiglia saranno afflitti dal lutto nello stesso modo o passeranno attraverso le stesse fasi contemporaneamente.
Ogni membro della famiglia ha bisogno dei propri spazi e dei propri tempi e di sapere che è capito nel suo modo specifico di affrontare il dolore.

Le donne solitamente sono in grado di esprimere meglio la loro sofferenza, in modo emotivo, piangendo o parlando del loro dolore,  ripercorrendo cosa è successo per cercare di trovare una spiegazione, mentre gli uomini cercano di venire a patti col loro dolore occupandosi di cose pratiche e cercando di essere forti per il bene della famiglia.
Per  i bambini  è normale passare dal pianto   e alla disperazione al ridere, e voler andare a giocare come se nulla fosse accaduto. 

Bisogna fare attenzione a non ignorare o dimenticare il loro dolore. Hanno bisogno di aiuto nell’ affrontarlo, ma non devono essere “protetti” da esso.
Siate onesti con i bambini circa la causa della morte. In caso contrario, saranno costretti ad attraversare il processo di lutto un’altra volta quando verranno a sapere la verità. I bambini sono particolarmente vulnerabili ai sentimenti di colpa e abbandono.
E’ molto importante che capiscano che non è una loro colpa quanto è accaduto e che hanno qualcuno accanto che si prenderà cura di loro.

In quale modo i miei amici reagiranno?

In genere gli amici hanno una grande importanza. Vogliono dare sostegno e aiuto, ma spesso non sanno come. Essi possono aver paura di sopraffarvi o pensare che voi desideriate stare da soli. Guidateli. Dire ai vostri amici che avete bisogno di parlare della vostra perdita. Aprendovi, aiutate voi stessi ed aiuterete i vostri amici ad esservi di aiuto.

Le persone che parlano dei loro sentimenti sono di solito le persone che riescono a ricostruirsi una nuova vita più rapidamente. Se i vostri amici sembrano a disagio nel parlare della morte, o anche a stare con voi, potrebbe essere una reazione al vostro disagio. Se vi sentite a disagio a parlare delle circostanze, non fatelo. I vostri amici lo capiranno.

Come amico, cosa devo fare?

Cerca di capire e di essere paziente. La cosa migliore che puoi fare come amico è ascoltare: un ascolto attivo, senza giudizi, critiche o pregiudizi, di quello che il vostro amico vi sta raccontando è la cosa migliore che potete fare. Dovrete essere pazienti, la ripetizione fa parte del processo di guarigione, i sopravvissuti hanno bisogno di raccontare la stessa storia molte volte.

Sappiate che il vostro amico potrà vivere emozioni diverse come piangere, urlare, arrabbiarsi, essere ansioso e irritabile o alternativamente può rimanere silenzioso e in disparte.  Permettetegli di esprimere il proprio dolore alla sua maniera. Non dite  cosa dovrebbe fare o come si dovrebbe sentire.

Non ignorate il suo dolore come non travolgetelo di attenzioni. Non incolpate nessuno.

Il suicidio è una decisione presa da una sola persona, e i giudizi non devono essere dati alla famiglia.

Non cercate di accelerare il processo di lutto. Una persona potrebbe avere bisogno di molto tempo per poter passare attraverso il dolore, far fronte alla confusione e al venire a patti con i propri sentimenti.

Siate disponibili a dare una mano con le faccende di tutti i giorni. Ricordate che la vergogna e l’imbarazzo possono impedire ai sopravvissuti di chiedere  aiuto, e che lo stigma, che spesso circonda chi vive un lutto per suicidio, può far si che le persone non siano in grado di dare il supporto o la comprensione necessari.

Se pensate che sia il caso, incoraggiate il vostro amico a prendere in considerazione un aiuto esterno (anche un professionista) o un gruppo di sostegno nella comunità. In un gruppo di mutuo aiuto per i sopravvissuti a suicidio, il tuo amico sarà in grado di discutere i suoi sentimenti con altre persone che hanno subito lo stesso tipo di perdita.

Hai bisogno di un ulteriore aiuto?

Dato che molte persone trovano imbarazzante parlare di suicidio, può risultare difficile trovare qualcuno tra la vostra cerchia di parenti o amici con cui confidarsi e potrebbe venire più facile parlare con qualcuno che non è coinvolto.

Se sentite di aver bisogno potete chiamare il nostro numero 800168678.

OPPURE VI INVITIAMO SUL NOSTRO FORUM: ” ROMPERE IL SILENZIO” DEDICATO SPECIFICATAMENTE A COLORO CHE STANNO SOFFRENDO UN LUTTO DOVUTO AD UN SUICIDIO. Pensato da sopravvissuti per i sopravvissuti con lo scopo di celebrare il loro coraggio e resistenza.

Se vuoi leggere di piu`:

AL DI LA`DELLA SOPRAVVIVENZA: 25 CONSIGLI PER I SOPRAVVISSUTI.
PDF Scritto da una pioniera del movimento dei sopravvissuti Iris M. Bolton

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