Intervista a Nicola Gardini, vincitore della prima edizione del PREMIO LETTERARIO, racconta della sua esperienza

Nicola Gardini, vincitore della prima edizione con il romanzo “Nicolas” (Garzanti), sottolinea che il premio letterario “Libro della Vita” vuole celebrare l’amore, “di cui si parla anche nel mio libro. Siamo qui per amarci. Non c’è altra via. La complessità è inevitabile. L’amore è cosa complessa di per sé, perché è fatto di azioni, di relazioni e di inconscio, dove succedono gli eventi più misteriosi. È l’opera quotidiana di tutta una vita. Come potrebbe la mia scrittura non riflettere tanta complessità e impegnarsi a suggerirla?”.

L’opera vincitrice dell’edizione 2023 è il racconto della vita e della morte di un uomo, Nicolas, che “ho avuto il privilegio di avere accanto fino alla sua ultima ora – evidenzia Gardini -. Ho cercato di comunicare la sua essenza, la sua originalità, la sua unicità. Credendolo una persona di straordinaria intelligenza e forza morale, ho pensato che il suo esempio potesse aiutare altri. Nicolas mi ha insegnato che il senso della vita è nella libertà di scegliere per sé la vita più giusta, ogni momento, anche i più dolorosi. Non c’è dolore così opprimente che non lasci a ciascuno la libertà di voler essere in un certo modo, fino alla fine”.

Gardini riflette inoltre sul potere della letteratura: “La letteratura amplia la conoscenza della realtà e propone domande, stimola il confronto delle opinioni, crea discorsi comuni e memoria per la società, amplia la sensibilità e le risorse dello spirito. Può essere anche intrattenimento, evasione, sogno; consolazione. È, comunque, sempre votata a educarci alla pace e al rispetto delle differenze; a immaginare un’alternativa che ci salvi dalla disperazione”.

Agli scrittori che desiderano creare opere che promuovano valori positivi, Gardini lancia un messaggio di speranza e di armonia: “Cercare sempre l’armonia e impedire il conflitto, dentro e fuori di noi. I valori positivi non esistono di per sé: sono il risultato del confronto pacifico, dell’amicizia, della condivisa volontà di bellezza. Sempre pensarsi in una società. Nessuno deve sentirsi solo”.