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Perse due figli, ora 'salva' gli altri: ecco come sopravvivere a un lutto

Venerdì, 16 dicembre 2011 - 11:38:58

Di morte, nessuno vorrebbe mai parlare. La nostra società fa di tutto per negarla: viva la vita, viva tutto quello che è giovane e fresco. L'affetto è lasciato libero di trascurare l'età anagrafica; la durata media della vita rimane una curiosità statistica, certo non un limite accettabile. Quando invece è una causa esterna ad agire in modo improvviso e inaspettato (un incidente stradale o sul lavoro, un suicidio, oppure una catastrofe naturale), allora la morte colpisce tutti in modo violentissimo e doloroso, lasciando un segno indelebile in chi la subisce.

lutto traumatico
Il libro "Lutto traumatico. L'aiuto ai sopravvissuti. Aspetti teorici e interventi assistenziali" (Alpes editore), si occupa di questo, di lutto traumatico, e lo fa in modo straordinariamente semplice e diretto, sfruttando le esperienze - umane e professionali - di alcuni tra gli interpreti più importanti a livello internazionale di una cultura empirica vecchia come il mondo eppure relativamente nuova per studio sistematico e attitudini cliniche.

Così, con un linguaggio accessibile a tutti, viene descritto passo per passo che cosa accade dopo una disgrazia, quali le reazioni più comuni, e che tipo di difficoltà i "sopravvissuti" devono affrontare dopo la morte improvvisa di un loro familiare o amico caro.

Il libro è scritto da Diego De Leo, psichiatra di fama internazionale che sei anni fa perse due figli di 19 e 17 anni, insieme con altri tre colleghi, che a loro volta hanno perso i figli. "Il sostegno della rete di amici è fondamentale - afferma De Leo, in un articolo pubblicato dal Corriere del Veneto -. La presenza di un parente, un amico, una persona cara aiuta a trovare un motivo per andare avanti. All’inizio basta anche avere accanto, in silenzio, qualcuno che ci ama e ci fa sentire il calore della presenza. Poi l’aiuto deve cambiare nel tempo, saper trovare le parole giuste, i gesti adatti. Chi ha subito un grave lutto non ha voglia di sentirsi dire sciocchezze, nè luoghi comuni, non può sopportare atteggiamenti pietistici o affettati. La credibilità e la sincerità fanno la differenza. Un altro passo importante è dedicarsi a un obiettivo che riempia di significato la propria vita, che porti contenuti e abbia la valenza di una rinascita".

Tre anni fa De Leo ha avviato con la moglie Cristina una fondazione internazionale in memoria dei figli, la 'De Leo Fund', per preparare professionisti in grado di sostenere chi sopravvive. Il team affronta le emergenze traumatiche in ogni provincia della Regione: chiamando il numero verde 800168678 si può trovare il sostegno di uno specialista.



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